lunedì 8 luglio 2013

Io sono il Coraggio


"Cosa é il coraggio ?" gli chiese un mattino, dopo che per giorni nemmeno i loro sguardi si erano incrociati.

Alzó lo sguardo da certe carte che stava compilando e si appoggió allo schienale della sedia che scricchioló un poco come il coraggio di quel Tenentino che se ne era andato la settimana prima.
Rimase ad osservarlo.
Avrebbe voluto dirgli che il coraggio era guardare in alto nel cielo durante il volo ad abitacolo aperto in una fredda notte stellata ed accettare che il proprio sguardo stesse contemplando l'infinito, noi infinitesimo e fragilissimo puntino volante che diventa sempre piú piccolo man mano che la vastitá di quell'universo si percepisce. E pur capire, cogliere quella meravigliosa veritá che dimora nel nostro cuore che ci rassicura e ci dice che qualcosa in quella infinita maestositá, in un modo e motivo che forse mai comprenderemo, anche noi contiamo.
Avrebbe voluto aver racchiuso nella mano il coraggio che dimorava nel cuore dell'uomo che per primo scaló una montagna e mostrarglielo.
Ma non avrebbe capito, quel semplice ragazzo di vent'anni aveva bisogno di parole semplici.
Si alzó, aggiró la scrivania ed in due due passi gli fu davanti; gli appoggió una mano sulla spalla e sentí che tremava. Di rabbia, pensó.

"Il coraggio é fare parte di un insieme piú grande, é rinunziare a noi stessi per diventare parte di un gruppo".
Gli sguardi erano tornati a cercarsi ed a riconoscersi.
Il tremore stava diminuendo, la salda stretta del Colonnello Bernasconi era la roccia sulla quale la giovane aquila poteva sempre riposare.
"Il coraggio, caro Dal Molin, é sacrificio" il tremore cessó del tutto ma la spalla rimaneva salda sotto la stretta " ma é anche premio. Il sacrificio lo conosciamo, il premio lo scopriremo quando sará il momento".

Io sono il Coraggio

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